Una pistola immaginaria contro il lamento degli arroganti

Ma santa pazienza chi deve pagare questa crisi? Quei 400 mila super ricchi residenti di Italia che vedono anche nel 2020 aumentare fatturati, ricchezza, patrimoni e investimenti o chi ha perso il lavoro o l’attività! Chi deve pagare la ricostruzione post covid? chi alza la saracinesca del proprio negozio o chi investe in borsa e paga trattenute fiscali allo stato più basse, di chi impila mattoni e lavora la malta!

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La delegata alle periferie e gli amanti traditi

Per quanto accennato, non si perda questa occasione, non si escluda per miopia e provincialismo, la voce e il coinvolgimento delle periferie come ad esempio dai nuovi finanziamenti post-covid provenienti dall’Europa: quelle risorse e opportunità lasceranno di nuovo a bocca asciutta i bisogni sociali della Roma che confina con il GRA?

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“Natale” fa rima con “distanziamento sociale”?

Il mercato dovrebbe chiedere a Babbo Natale, se le sue Renne e i suoi folletti fabbricatori di giocattoli, se sono in fabbrica, oppure in un reparto di terapia intensiva…poi vediamo cosa deve essere salvato per prima!

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Il lavoro smarrito nella città 3.0

La città del lavoro smarrito.

Gli attuali processi di affermazione del lavoro dei servizi, (chiamato settore terziario) da tempo produce effetti contrastanti, ma nessuno può smentire i suoi risultati. Di fatto la città dei servizi e del divertimento  restringe il mercato del lavoro metropolitano, e riduce i posti di lavoro nella produzione di beni finiti, parliamo di settori che in passato garantivano una alta intensità occupazionale, mentre non crescono in maniera altrettanto significativa i posti di lavoro nei servizi. Questa contraddizione per troppo tempo non analizzata, oggi ritorna e si acuisce nelle sue forme di inclusione o esclusione sociale,  travolge e stravolge la vita di individui e intere comunità urbane. Vediamo Come l’architetto Petrillo si occupava del fenomeno circa 20 anni fa. 

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Perché il parco Calimera è chiuso?

Una domanda ci viene spontanea: siamo sicuri che tutti, ma proprio tutti, amino questo parco? Abbiamo forti dubbi a riguardo. Se mettiamo insieme 30 anni di storia, non singoli indizi, così come fatti continui e reiterati e comportamenti. Tra il 1993 e il 1994 il parco venne occupato dai cittadini, da quella lotta del comitato di quartiere nacque l’idea di un parco per la cittadinanza tutta.

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