Ci siamo mangiati i bambini sbagliati?

E’ arrivato il tempo di rovesciare il ragionamento, il tema della trasformazione sociale della società e del suo rapporto con la democrazia, dovrebbe essere un compito di elaborazione primario, proprio per le forze che vogliono superare l’attuale modello di sviluppo dominante. Capitalismo e democrazia stanno giorno dopo giorno divorziando, la bandiera delle libertà e dei diritti sociali mai sconnessi da altri diritti è la nuova frontiera da scoprire, non per salvar l’esistente, ma per salvare l’umanità e le classi lavoratrici dell’era digitale, da un presente soffocante e senza prospettive di futuro e dignità umana.

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Tor Vergata scopre un farmaco che cattura il Sars-Cov-2

L’egregio lavoro dell’Università Tor Vergata alla fine del suo iter sarà prodotto con denaro pubblico e regalato alla solita multinazionale del farmaco per continuare il ciclo della speculazione commerciale? Oppure se realmente efficace potrebbe far diventare obsoleti nel tempo miliardi di fiale di vaccino anticovid? Come la prenderebbero questa notizia gli azionisti delle grandi case farmaceutiche? La lotta per una sanità pubblica e indipendente dalle grandi multinazionali continua a partire anche e soprattutto dalla petizione che, come giornale, abbiamo sottoscritto e dalla manifestazione del 22 maggio (ore 14:00 piazza della Repubblica) a cui ci sentiamo di dover partecipare.

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Il totalitarismo scientifico-digitale sbarca in città

I nuovi Padroni dell’umanità.

    I padroni dell’intelligenza artificiale da tempo, si ritengono gli unici soggetti, capaci di dare risposte alla umanità, mentre per noi il problema non è l’algoritmo in se ma l’uso dell’algoritmo. Nella teoria della complessità ideare una città dal nulla, significa studiare l’andamento della popolazione nel tempo, la sua crescita e sviluppo, se il progetto e lineare e semplicistico, allineato solo ai dati della remunerazione dei suoi investitori, quella città sarà un inferno di carne umana alienata. Ma anche in situazione cosi descritte, non assistiamo alla fine del lavoro e della città come fin ora le abbiamo vissuto, ma alla loro violenta trasformazione. Viceversa, se accettassimo la teoria dell’onnipotenza informatica e, il marxismo inattuale, il cattolicesimo sociale di Papa Francesco solo poesia e romanticismo, non avrebbe più senso il fluire della storia la democrazia, la critica al capitalismo.

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