Siamo sempre antifascisti e non solo in modalità part time

Siamo sempre antifascisti e non solo in modalità part time

Antifascisti sempre e non solo in modalità part-time.

Con il presente testo ripercorro il tunnel del degrado decennale in cui si è infilato il Municipio delle Torri, e che dopo la vittoria dei fasci, sembra ancora non fermarsi. Siamo soddisfatti della sconfitta del candidato della destra al comune di Roma, lo saranno un pò meno gli autori di satira. A coloro che ci accusano dal centro sinistra di non aver votato al primo turno il loro candidato, diciamo di rileggersi un Bignami del come si dirigono i processi politici/elettorali. Personalmente ho votato con le mollette al naso, ma ho votato in senso progressista, in entrambi i turni elettorali, poi se volete l’adesione fideista, rivolgetevi alla parroco di turno.

Nel merito ringrazio i due consiglieri uscenti e rieletti per la loro coerenza e linearità, nonostante le divisioni e tensioni interne al loro campo del centro sinistra. Come va ricordato che alcuni leader storici della sinistra radicale hanno votato al ballottaggio con coerenza. Mentre altri hanno preferito l’astensionismo.

Iniziamo a mettere i piedi nella melma dello stato attuale delle cose nel nostro municipio. Il declino delle periferie è un prodotto di scelte decennali. Poi con l’arrivo della pandemia- la crisi sanitaria si somma alla crisi economica sociale- e produce una crisi democratica senza precedenti (l’astensionismo) Il quadro del declino territoriale porta ai risultati accennati. Il contesto locale nel suo stato di abbandono voluto dai governanti di turno, crea un profondo e morboso senso di smarrimento, che accellera un clima di tensioni, sofferenze, paure che annebbiano la percezione della realtà nelle persone, le rendono insicure, ribelliste a vuoto, impaurite e conservatrici, disperatamente alla ricerca dell’uomo forte, che le salvi da un presente angosciante.

Tutto ciò ripeto, è stato il prodotto di oltre 10 anni di distacco e presunzioni del modo di far politica nel territorio. Per queste ragioni faccio una breve cronistoria dei momenti topici che hanno allontanato dalla partecipazione e dalla voglia di riscatto centinaia di persone e compagni.

Autunno 2012 il presidente di centro destra sesto municipio dà le dimissioni dalla sua carica. Per regolamento il presidente ha 30 giorni per confermare o revocare l’atto. Andiamo in 50 in consiglio per chiedere e pretendere che tale personaggio vada via, parliamo con il centro sinistra e chiediamo di occupare insieme a loro, l’aula consiliare, fino alla reale conferma delle dimissioni del rappresentante del centro destra. La risposta del presidente dell’ aula di turno di area centro sinistra: “andate via o chiamo le forze dell’ordine.” Di fronte alla nostra determinazione chiamò la Celere. Il rappresentante del centro destra intanto ritirò le sue dimissioni

Estate 2017. Presidio antifascista contro un corteo di Forza nuova sotto le sedi del PD e del sindacto Asia. Mentre un centinaio di compagni fa argine al tentativo violento dei fasci, il pd rimane chiuso nella sua sede ( dovevano proprio fare una conferenza di organizzazione, mentre volavano sulla strada bottiglie e sassi contro di loro?) e non partecipa con noi al presidio.

Inverno 2018 manifestazione a torre maura contro il razzismo e gli assalti fascisti al centro di accoglienza. Si ringrazia Anpi e CGIL per la loro massiccia partecipazione al corteo di solidarieta al quartiere e agli immigrati, mentre troppi dirigenti progressisti locali non erano presenti.

Novembre 2020. Zona TBM-Torre Angela: Su 80 mila Abitanti circa 30 mila residenti hanno ottenuto e riconosciuto dall’inps un aiuto (senza contare l’emergenza occupazionale nel resto dei quartieri municipali, dove la situazione non è migliore) . Abbiamo tentato di sensibilizzare le forze progressiste locali, la risposta: “Pensiamo adesso a vincere le elezioni, oppure altre risposte giuste e parziali: noi abbiamo il problema degli sfratti.“

Ottobre 2021. Nei giorni precedenti il ballottaggio troppi dirigenti e votanti del centrosinistra si sono scatenati sui social con dichiarazioni del tipo: “prendo solo la scheda al comune e non voto al municipio.” La mia non è una accusa ma semplice constatazione di queste prese di posizione che riscontro poi nella differenza tra 2900 schede bianche conteggiate al comune, mentre per il municipio tale cifra supera le 6000 schede. Detto e fatto, l’antifascismo in modalità part-time si materializza alle urne. 

Nonostante questi esempi alle elezioni e come uomini liberi abbiamo fatto la nostra parte, e qualcuno ci parla e ci dice: “Roma adesso è nostra.” Nostra di chi? Come si recupera l’astensionismo con il bullismo di parte? Siamo seri e parliamoci con schiettezza. Gli eletti, i loro gruppi politici di riferimento, le loro rappresentanze istituzionali hanno un dovere inderogabile: di ascoltare, rilanciare la partecipazione, iniziando a non dare nessuno spazio consociativo alle destre sia al comune che al municipio, neanche per un parere favorevole di una semplice commissione consiliare. Hanno il dovere di indicare un piano pubblico per il lavoro che non c’è, in una città dove i servizi pubblici di ogni ordine e grado sono al collasso, l’offerta privata di lavoro è esigua e se può scappa dalla città per altri lidi.

Le presenti dichiarazioni sono rivolte sia al centro sinistra che alla sinistra cosiddetta radicale: continuate a giocare con chi possiede verbo e verità, intanto i fascisti avanzano e conquistano anche quei spazi che numericamente potevano avere un altro esito elettorale. Non mi piango addosso: è il tempo di reagire e porre al centro del territorio l’idea di ricostruire una comunità unita e solidale, attiva e partecipe di momenti di riscatto umano e sociale.

Cosi è stato, cosi è, cosi non sarà in eterno.

Tanto per ricordare cosa abbiamo scritto un anno fa: https://www.larinascitadelletorri.it/2020/09/10/anpi-la-politica-locale-ha-smarrito-il-senso-dei-principi-costituzionali/

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