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Pagine bianche per cambiare il mondo

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Un ricordo di Guido Manca, di Giulio Marchetti

Ho conosciuto Giudo Manca nell’anno 1965. Frequentavo la sezione del Partito comunista italiano perché la…

Una pistola immaginaria contro il lamento degli arroganti

Mitragliare il senso comune Dopo mesi di emergenza sanitaria siamo arrivati ad un bivio per…

Qualche precisazione su “Coloronda” (*)

(*) Riceviamo con preghiera di pubblicazione da Mario Cecchetti questo testo riguardo "Coloronda" e le…

Cecchetti, «Una “Coloronda” in ogni quartiere»

Quasi 150 artisti di strada provenienti da tutta la città, l'evento, Coloronda, è senza dubbio…

Museo delle periferie, l’intervista al direttore Giorgio de Finis

Roba da matti! Esclamerà qualcuno. Finalmente! Risponderà qualcun altro. Secondo me tutte le risposte sono…

Rompiamo il silenzio sulla periferia

Dopo la pubblicazione del nostro articolo del 7 dicembre, «La delegata alle periferie e gli…

Numero 5 – il “numero 5” della «Rinascita»

Se si parlasse di anni, staremmo parlando di un lustro. Ma questo è "solo" il…

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Anpi: «La politica locale ha smarrito il senso dei principi costituzionali»

Febbraio, il Coronavirus inizia ad affacciarsi anche in Italia. Negli ultimi giorni del mese, il…

A tu per tu con Marco Manna del Comitato periferie Roma Est

Come nasce il Comitato periferie Roma Est, in che contesto e per quale motivo. Abbiamo…

Trenino Roma-Giardinetti, Tortorelli: «Riapertura a settembre? Improbabile»

La questione legata al trenino “Roma-Giardinetti” anima il dibattito politico capitolino e quello delle vite…

Il lavoro smarrito nella città 3.0

La città del lavoro smarrito.

Gli attuali processi di affermazione del lavoro dei servizi, (chiamato settore terziario) da tempo produce effetti contrastanti, ma nessuno può smentire i suoi risultati. Di fatto la città dei servizi e del divertimento  restringe il mercato del lavoro metropolitano, e riduce i posti di lavoro nella produzione di beni finiti, parliamo di settori che in passato garantivano una alta intensità occupazionale, mentre non crescono in maniera altrettanto significativa i posti di lavoro nei servizi. Questa contraddizione per troppo tempo non analizzata, oggi ritorna e si acuisce nelle sue forme di inclusione o esclusione sociale,  travolge e stravolge la vita di individui e intere comunità urbane. Vediamo Come l’architetto Petrillo si occupava del fenomeno circa 20 anni fa. 

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