Il totalitarismo scientifico-digitale sbarca in città

I nuovi Padroni dell’umanità.

    I padroni dell’intelligenza artificiale da tempo, si ritengono gli unici soggetti, capaci di dare risposte alla umanità, mentre per noi il problema non è l’algoritmo in se ma l’uso dell’algoritmo. Nella teoria della complessità ideare una città dal nulla, significa studiare l’andamento della popolazione nel tempo, la sua crescita e sviluppo, se il progetto e lineare e semplicistico, allineato solo ai dati della remunerazione dei suoi investitori, quella città sarà un inferno di carne umana alienata. Ma anche in situazione cosi descritte, non assistiamo alla fine del lavoro e della città come fin ora le abbiamo vissuto, ma alla loro violenta trasformazione. Viceversa, se accettassimo la teoria dell’onnipotenza informatica e, il marxismo inattuale, il cattolicesimo sociale di Papa Francesco solo poesia e romanticismo, non avrebbe più senso il fluire della storia la democrazia, la critica al capitalismo.

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Una pistola immaginaria contro il lamento degli arroganti

Ma santa pazienza chi deve pagare questa crisi? Quei 400 mila super ricchi residenti di Italia che vedono anche nel 2020 aumentare fatturati, ricchezza, patrimoni e investimenti o chi ha perso il lavoro o l’attività! Chi deve pagare la ricostruzione post covid? chi alza la saracinesca del proprio negozio o chi investe in borsa e paga trattenute fiscali allo stato più basse, di chi impila mattoni e lavora la malta!

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Senza Metropoliz non è la mia città: un museo, una città, un libro

Metropoliz è il primo museo abitato. E’ un museo unico. Speciale. Originale. 
Una città, ogni città, dovrebbe essere aperta, ospitale, abitata. 
Una città da vivere e condividere. Una città per tutti. Una città dove il decoro è prima di tutto umano. 
Aspettando, io vado a Metropoliz. La città dell’altro e dell’altrove.

Perché senza Metropoliz non è la mia città. 
Ne siamo convinti in tanti. Così tanti che Giorgio De Finis ci ha messo dentro un libro. Storie, racconti e riflessioni su uno spazio unico e speciale.

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Il lavoro smarrito nella città 3.0

La città del lavoro smarrito.

Gli attuali processi di affermazione del lavoro dei servizi, (chiamato settore terziario) da tempo produce effetti contrastanti, ma nessuno può smentire i suoi risultati. Di fatto la città dei servizi e del divertimento  restringe il mercato del lavoro metropolitano, e riduce i posti di lavoro nella produzione di beni finiti, parliamo di settori che in passato garantivano una alta intensità occupazionale, mentre non crescono in maniera altrettanto significativa i posti di lavoro nei servizi. Questa contraddizione per troppo tempo non analizzata, oggi ritorna e si acuisce nelle sue forme di inclusione o esclusione sociale,  travolge e stravolge la vita di individui e intere comunità urbane. Vediamo Come l’architetto Petrillo si occupava del fenomeno circa 20 anni fa. 

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