Il totalitarismo scientifico-digitale sbarca in città

Il totalitarismo scientifico-digitale sbarca in città

Nello stato del Nevada negli USA, da qualche mese, il governatore democratico propone delle città definite “Zone d’innovazione”, nel suo progetto di legge sono previste delle aree urbane di circa 205 km quadrati, completamente gestite da aziende del settore dell’intelligenza artificiale. In poche parole, al posto del sindaco e della giunta abbiamo un manager privato che governa il territorio comunale, decide e incassa le tasse, definisce la programmazione e lo sviluppo delle politiche locali.

Le nostre prime considerazioni nel merito

La realtà digitale viaggia veloce, non è facile comprendere verso quale futuro ci porterà. Per questa banale ragione, vi invitiamo a diffidare di chi oggi vi parla con entusiasmo acritico di smart city, dei progetti di gestione dei parcheggi ideati dalle piattaforme Google in sperimentazione in oltre 60 città del Nord America. In entrambi i casi finora citati, vi è una logica che ritiene l’attuale modello di governo urbano non abbastanza flessibile per garantire le potenzialità del settore high-tech: le multinazionali del digitale non parlano mai di potenziale umano, per loro al primo posto c’è solo la valorizzazione degli azionisti delle società. Con queste premesse la periferia sarà allontanata dalle zone dedicate all’innovazione: da Corcolle a Tor Bella moncaca si assisterà a zone di concentramento per gli esclusi della società anziché “di sviluppo tecnologico”. Un po’ come accade negli Usa, per l’appunto: da una parte grattacieli e ostentazione di ricchezza massiva, dall’altra baraccopoli, tende e miseria.

I nuovi padroni dell’umanità

All’origine delle nostre domande c’è la seguente considerazione.
Da tempo i padroni dell’intelligenza artificiale si ritengono gli unici soggetti capaci di dare risposte all’umanità. Da un decennio assistiamo ad un vero e proprio delirio di (onni)potenza smentito dalle sue stesse premesse metodologiche; infatti, nella “teoria della complessità”, ideare una città dal nulla, significa studiare l’andamento della popolazione nel tempo, la sua crescita e sviluppo, e se il progetto e lineare e semplicistico, allineato solo in prevalenza ai dati della remunerazione dei suoi investitori, quella città sarà un inferno di carne umana alienata. Ma anche in una situazione reale così descritta, non assistiamo alla fine del lavoro umano e della città come fin ora le abbiamo vissute, ma alla loro conflittuale trasformazione. Viceversa, se accettassimo la teoria dell’onnipotenza informatica e considerassimo come inattuale il marxismo o il cattolicesimo sociale di Papa Francesco solo poesia e romanticismo, allora non avrebbe più senso il fluire della storia, combattere per la democrazia, elevare l’asticella e criticare il sistema capitalistico, lottare per una società migliore.

Per questa ragione, noi consideriamo l’attuale era tecnologica che si affaccia di fronte a noi come l’avanzare del sovrano “illuminato” settecentesco, detentore di un apparente potere illimitato di chi può tutto e che nessuno può mettere in discussione. Al tempo che fu,  non era eletto da nessuno, considerava se stesso e la sua discendenza come discendente da Dio e governava in forza della “discendenza divina”. Prossimamente, sic stantibus rebus, potrebbe essere autoproclamato grazie ad una storia di Instagram o per aver messo a punto chissà quale algoritmo che prevede e sancisce il suo potere. Il futuro prossimo ci presenta queste sfide affascinanti e al tempo stesso piene di inquietudine e dubbi. Informare per sviluppare una visione critica delle scoperte scientifiche, diventa un imperativo politico e etico irrinunciabile.

Scienza e conflitto sociale e politico

In realtà, noi che non siamo luddisti, sappiamo che tutta questa tecnologia potrebbe (condizionale d’obbligo) essere al servizio dell’umanità e di fronte allo strapotere dei pochi che detengono il Santo Graal della rivoluzione informatica, rimaniamo consapevoli che anche il sapere digitalizzato non potrà eludere il confronto e lo scontro con le popolazioni urbane nel suo processo di sviluppo.

Roberto Catracchia

Per chi vuole approfondire, alleghiamo i seguenti link :

https://www.repubblica.it/esteri/2021/02/09/news/in_nevada_l_utopia_di_una_citta_privata_tutto_si_paga_in_bitcoin_e_il_sindaco_lo_fa_il_ceo_di_un_azienda-286808779/

Usa, big tech come Stati: in Nevada potranno riscuotere tasse

https://www.open.online/2021/02/07/stati-uniti-nevada-proposta-di-legge-per-dare-alle-aziende-tech-il-potere-di-trasformarsi-in-governi-locali/

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