Un quarto d’ora di notorietà

Un quarto d’ora di notorietà

Tutto è iniziato da Tiffany a New York. Per la precisione con un commesso di questa gioielleria. Quando si è allontanato, mi sono chiesta: e adesso? La domanda non ha ancora trovato risposta.
Il commesso probabilmente lo conosci anche tu. Hai presente il film Colazione da Tiffany, quello con Audrey Hepburn? Io lo vidi tanti anni fa in televisione. Il commesso è quello che viene suo malgrado coinvolto dalle faccende amorose dei protagonisti. Ad esempio gli viene chiesto di incidere le loro iniziali su un anello di latta. Ecco, lo avrà fatto? Ne avrà parlato con qualcuno? Come è venuta l’incisione?
Un personaggio che nella storia non ha nessun ruolo ufficiale, ha attirato la mia attenzione.
E così per mille altri film, romanzi, storie. Ci sono sempre dei personaggi “di contorno” che mi incuriosiscono. Vorrei conoscere, sapere, avere notizie di quello che hanno fatto dopo aver incrociato le storie dei protagonisti.
Nell’arte sono tante le persone di cui non si raccontano le storie. Ad esempio le modelle. Donne che hanno posato per il pittore senza ricevere nessuna menzione nella storia dell’arte.
“Le muse nascoste” è un libro davvero originale e particolare. Quadri narrati partendo proprio da chi ha posato per quei dipinti.
Donne dimenticate ma che in realtà hanno ispirato colori e forme, emozioni e sentimenti. Una storia dell’arte alternativa per scoprire il legame fra artisti e modelle, fra manie, abitudini, tic e assurde richieste.
Andy Warhol diceva che tutti abbiamo diritto al nostro quarto d’ora di notorietà. Questo libro, anche se a distanza di anni o di secoli in alcuni casi, restituisce un po’ di notorietà a chi fino ad ora è stata dimenticata dalla storia.
Le muse nascoste di Lauretta Colonnelli edizione Giunti.

Serena Damiani

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