Nasce il comitato Cccp: «Torniamo comunità per poter ripartire»

Nasce il comitato Cccp: «Torniamo comunità per poter ripartire»

Nasce anche nel VI Municipio di Roma il “Coordinamento delle sinistre d’opposizione – CCCP (Coordinamento comunista casilino prenestino)”. Prima di tutto ricordiamo che tutta La vita sociale locale e globale è condizionata dal virus e finchè non raggiungiamo riproduzione zero del corona “aprire” è un azzardo pericolosissimo per tutti. Nella storia non si è mai visto crescere il benessere in società appestate di zombi ammalati! Noi non vogliamo convivere con la pandemia, ma liberare l’umanità dalla pandemia.

A partire da questo periodo di pandemia che ci vede costretti in una situazione di emergenza e inedita per l’Italia, la Capitale e la sua periferia, rivendichiamo il diritto alla sanità pubblica come mezzo necessario per far fronte non alle pandemie future ma per la gestione ordinaria delle troppe crisi sanitarie in essere, a prescindere da ogni eccezionalità. Diventa urgente creare azioni per l’abolizione della sanità regional/privatistica cosi come è prevista dal riforma prodotta nel 2000.

Il Covid-19 non ha fatto altro che accentuare il dramma della sanità pubblica italiana e della periferia romana in particolare, connesso all’insostenibilità evidente di un sistema economico capitalista che pretende di basarsi su domanda e offerta, come se ci fossimo già dimenticati dei flaconi di gel disinfettante a prezzi triplicati nei primi giorni di emergenza.

Di fronte a questo sfacelo proponiamo una ricomposizione e un patto d’azione tra le lavoratrici e i lavoratori che sono in cassa integrazione, in “contratti di solidarietà” o che hanno – peggio – perso il lavoro in questa fase storico-politica e tra coloro che sono titolari dei negozi di prossimità, a cui la grande distribuzione organizzata ha fagocitato anche l’introito quotidiano che avevano. Reddito e sostegno economico per tutti coloro che vivono da dipendenti o da negozianti o artigiani con redditi inferiori ad una certa soglia dai ceti più abbienti. Il lavoro nero, vera piaga ingenera da una parte la completa difficoltà di famiglie che sbarcavano il lunario e dall’altra aziende che magari ricorreranno anche ad aiuti di Stato.

Ci viene proposto il ritorno ad un passato che non c’è più. Il passato non era la normalità era uno stato iniquo e sbagliato che non ha creato il virus, ma ha creato le condizioni sociali e sanitarie per il suo sviluppo e moltiplicarsi. Non si è proceduto alla sanificazione dei posti di lavoro, abbiamo lavoratori che non hanno i mezzi adatti per lavorare in sicurezza, è inaudito! Bisogna arrivare in tempo alla sanificazione delle scuole quando ci sarà la riapertura, vigileremo. Nel nostro Municipio a fronte di 20.000 domande per i bonus alimentari ce ne risultano consegnati solamente circa 4.000. E’ una situazione insostenibile.

Infine, contrastiamo e vigileremo, attraverso l’interazione sindacale, contro lo sfruttamento del lavoro nero e svolto senza alcuna protezione (facile da immaginarsi) per la necessità e la fame – metaforica e reale – che vivono gli strati popolari di questo paese.
Comunità o barbarie!

4 thoughts on “Nasce il comitato Cccp: «Torniamo comunità per poter ripartire»

  1. Sono perfettamente d’accordo, e credo che dopo questa pandemia non cambierà niente, visto l’ orientamento dei capitalisti, bisogna fare una battaglia per riportare al centro i bisogni delle persone, com un azione pubblica in tutti i settori, scuola, sanità, ricerca.

  2. Chi siete? Che volete? Sono le due domande sorte spontanee dopo una prima veloce lettura di questo comunicato. Allora ho riletto e quello che volete a larghe spanne si capisce e sono anche d’accordo. Rimane la domanda chi siete? L’ennesimo gruppuscolo sorto a sinistra del PD? Ancora polverizzazione a sinistra? mi auguro e spero che non sia così. E se non è così mi piacerebbe fosse reso evidente. Grazie.

  3. @Verino Il coordinamento si basa a partire dall’assemblea del 7 dicembre e sul documento che sta alla base dell’Assemblea nazionale delle sinistre d’opposizione. Il Pd non c’entra. Smettiamola di riferirci al Pd o di utilizzarlo come “metro di riferimento”.

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