Intelligenza umana,                                 ingegno artificiale

Intelligenza umana,  ingegno artificiale

«Noi andavam con li diece demoni.  Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa coi santi, e in taverna coi ghiottoni»(Inferno XXII, vv.13-15)

La commedia degli inganni, è iniziata

Oggi voglio proporvi un gioco virtuale per confrontare l’origine dell’aggettivo intelligente. Deriva, ovviamente, dal sostantivo intelligènza (s. f.), che a sua volta discende
dal sostantivo latino intelligentĭa, a sua volta proveniente dal verbo intelligĕre, “capire”. Partendo dalla spiegazione originale del termine, è interessante vedere come il suo significato è cambiato nel tempo, attraverso il suo uso o abuso quotidiano, perseguito dalle nostre attuali classi dirigenti. Proponiamo una sfida immaginaria che intreccia e posiziona il nostro ragionamento su una ipotetica casella del gioco dell’oca, dove compare la scritta: “pozzo dell’intelligenza artificiale, se cadi qui stai fermo tre turni.”

Dopo un anno di pandemia, per quanti turni dovrebbero stare fermi , per palese boicottaggio delle direttive anticovid, certi presidenti di regione (come in Lombardia)? La nostra non è solo una gara riflessione retorica, fin dall’inizio della pandemia non abbiamo ancora capito come è stato applicato politicamente il termine, ad esempio da parte della leader di Fratelli d’Italia o da alcuni governatori regionali targati Partito democratico. Dire un giorno “il vaccino non esiste”, e il giorno dopo accusare ai quattro venti le autorità per la carenza distributiva dei vaccini, che forma di intelligenza si esprime? Stiamo parlando (la destra) di una intelligenza linguistico verbale robottizzata di chi è abile ad occultare con le parole l’altra faccia del problema? Oppure (centrosinistra) è una facoltà di linguaggio corporeo digitale, come si è visto nei famosi video del governatore della Campania e delle sue infuocate accuse contro tutto e tutti? In entrambi i casi assistiamo al vuoto di una classe dirigente rappresentata da personaggi molto atletici nella loro gestualità corporea e verbale, ma oltre lo spot del momento rappresentano solo il nulla cosmico-virtuale. Nella vita, ognuno, fa il minestrone a modo suo, usa i suoi ingredienti, e ognuno ha un specifico risultato in termini di gusti e sapori, cosi come funziona anche  il mondo digitale, il quale ti dà le risposte in base ai dati che inserisci e null’altro. Se in Italia abbiamo una classe dirigente squalificata, il risultato sarà misero, la confusione un dato di fatto, e la stessa campagna vaccinale rallentata dai troppi appetiti economici e elettorali.

In questo clima politico, nessuno interviene per ristabilire l’ordine delle priorità quali: superare gli ostacoli del sistema per garantire a tutti il vaccino attraverso il rilancio della sanità e dei servizi pubblici.  Nell’agone mediatico si sprecano solo chiacchere e slogan. Avete mai sentito la Meloni indicare una cifra per dire quanti dottori e infermieri servono per rilanciare la sanità? Mai. E lei è come uno spam sulla vostra posta elettronica: ripete ciclicamente solo: “Ristori e aperture!”.  Lei, mentre tira i dadi per superare gli ostacoli del nostro gioco dell’oca virtuale, finisce sempre per cadere nel pozzo dell’ingegno robottizzato.

Questi signori hanno volutamente deciso di inchinarsi ai padroni dell’era l’informatica e dei vaccini. Questi signori sono il riflesso oscuro del capitalismo 4.0.

Roberto Catracchia

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