Cinema da/per strada

Cinema da/per strada

Quest’anno il cinema all’aperto (che siano arene o i redivivi, e chissà perché vituperati, Drive-In) ha assunto un significato diverso. La chiusura delle sale durante il lockdown ha portato con sé una mancanza anche a livello culturale che, lasciatemelo dire, non può mai essere colmata dalla visione di un film in televisione, e ancora meno su tablet o smartphone.

Il cinema non è soltanto visione di un film. Il cinema è condivisione. La sala cinematografica è un concentrato di emozioni che si trasmettono di persona in persona. E’ vero che all’aperto si perde un po’ di quella magia che si trova nel buio della sala, che però era già andata scemando con il passaggio alla proiezione digitale e alle multisala, con relativo e paradossale rimpicciolimento dello spazio, ma si ritrova la veracità di un pubblico che solitamente non va al cinema.

Il cinema all’aperto del post covid ha portato anche con sé delle polemiche stupide e sterili dei gestori delle sale cinematografiche. Alcuni di loro hanno organizzato sale all’aperto (perdonatemi se queste non le chiamo arene) con film recenti e con un biglietto d’ingresso. Comprensibile quando cerchi di recuperare quanto perso nel periodo di chiusura, ma pessimo quando si fa in modo che le arene non abbiano film più recenti.

Ma le arene hanno reagito con programmazioni alternative (vedi R-Estate a Tor Bella e Piazza…ti al Cinema nel nostro Municipio) e sono ancora lì con proposte gratuite per tutti. Non era difficile. Non c’era bisogno di fare polemiche, anche quelle abbastanza sterili. Il cinema non è solamente quello più recente. Tutt’altro. Quando si dice che non bisogna dimenticare la storia si dovrebbe fare in modo di mettere in pratica il concetto in ogni campo.

E allora, giocando sul concetto di cinema da/per strada, mi sono divertito a stilare una programmazione “virtuale” che potrete usare per le vostre visioni personali.

  • Stanlio e Ollio – Tempo di picnic di James Parrott. La famosa coppia comica deve andare a fare un picnic con la famiglia, ma una serie di inconvenienti gli impedirà di partire. Un cortometraggio (poco più di 18 minuti la versione su RaiPlay) ambientato in gran parte su un’automobile che non vuole saperne di partire.
  • Ladri di biciclette di Vittorio de Sica. Un capolavoro del cinema non soltanto italiano che segue il protagonista e suo figlio per le strade di Roma, alla ricerca di una bicicletta rubata, che in una Italia post bellica assume il significato di lavoro e di vita.
  • Le vacanze intelligenti episodio diretto e interpretato da Alberto Sordi dal film Dove vai in vacanza?. Due fruttaroli partono per delle vacanze intelligenti, comprensive di dieta, organizzati dai figli “istruiti” e alla moda. Un Alberto Sordi già moralista ma divertentissimo in questo viaggio per l’Italia.
  • Marrakech Express di Gabriele Salvatores. Cito soltanto il primo della cosiddetta trilogia della fuga di Salvatores (conclusa dall’appendice di Puerto Escondido). Il lungo viaggio di quattro vecchi amici per andare a salvare un amico dalle galere marocchine è il pretesto per ritrovarsi e risolvere questioni irrisolte.
  • Thelma & Louise di Ridley Scott. Un viaggio verso la libertà di due casalinghe americane, tra avventura e dramma.
  • L’uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore. Con le abituali musiche di Ennio Morricone, Tornatore racconta il viaggio in Sicilia degli anni Cinquanta di un truffatore, interpretato da un grande Sergio Castellitto, che con falsi casting spilla soldi a poveri, in tutti i sensi, ingenui che sognano il cinema.
  • Mad Max di George Miller. Serie di road movie, in tutti i sensi, ambientata in un mondo post-atomico. La serie originale si compone di tre film, con un giovane Mel Gibson, ma lo stesso autore ha girato più recentemente un reboot, Mad Max: Fury Road, di alto livello.
  • Microbo e Gasolina di Michel Gondry. In questo film si racconta dell’amicizia di due bambini fuori da ogni contesto, che sia famigliare o scolastico, che cominciano un viaggio letteralmente folle su una automobile fai-da-te.

Chiudo con un film fuori lista ancora di Michel Gondry. Il titolo originale è Be kind rewind, quello, pessimo, italiano Gli acchiappafilm (e un giorno mi divertirò a parlarvi dei titoli assurdi delle distribuzioni italiane). Una delle ultime videoteche sta per essere sfrattata da un palazzo in demolizione. Il proprietario parte per salvarla lasciando il negozio in mano al commesso che, con un suo amico, cancellerà accidentalmente tutte le vhs. Decidono allora di prendere la videocamera e rigirare a modo loro tutti i film (e parliamo di grandi classici, da Lo squalo a Rocky, passando per A spasso con Daisy). Le versioni fatte in casa però hanno successo creando ulteriori problemi.

Consiglio questo film anche per il finale poetico che non starò qui a raccontarvi, ma che dovete fare in modo di non perdervi, e che rientra perfettamente nel discorso arene.
Buone visioni.

Ivan Mattei

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