La «Rinascita» è qui: costruiamo comunità di fronte alla barbarie selvaggia

La «Rinascita» è qui: costruiamo comunità di fronte alla barbarie selvaggia

Il 21 aprile 2019 nasceva un sito chiamato «La Rinascita di Torre Maura». È stato creato in un preciso momento e per un determinato scopo: fornire una diversa analisi e lettura del quartiere di Torre Maura. La Rinascita serviva, in un certo qual modo, a rendere vivo un quartiere che la grande stampa, le televisioni e il cosiddetto circo mediatico di tutto il Mondo aveva conosciuto come marginale e bollato frettolosamente – senza la minima analisi al riguardo – come quartiere dormitorio. Certamente lo è, ma non nei termini in cui veniva raccontato dalle più grandi testate giornalistiche del paese e non.
Lo scopo che si prefigge «La Rinascita della Torri» è essenzialmente lo stesso ma con un salto qualitativo ancor più grande e ambizioso.

Le restrizioni di cui abbiamo fatto esperienza e che stiamo tutt’ora vivendo sono state la lampadina che si è illuminata nelle teste di coloro che hanno deciso di fondare questo spazio che presto provvederemo a registrare come testata giornalistica. La mancanza di frequentazione di spazi fisici ha fatto in modo che la medialità sia entrata prepotentemente, ancora di più, nelle nostre vite: la scuola si è trasferita su Google Meet, Skype, Zoom; le riunioni di lavoro sono diventate conferenze sul web e noi ci siamo ritrovati di fronte ad uno schermo, che fosse quello del pc, dello smartphone o del tablet, molte più ore di quante ne avremmo trascorse normalmente.
Siamo stati fagocitati dall’asocialità che rendeva social e dalla conoscenza che faceva rimanere tutto come prima.

Ci siamo, in realtà, rinchiusi in un nostro spazio individuale che ha avuto pochissime connessioni con l’esterno e che non ha fatto altro che polarizzare le nostre insoddisfazioni, aumentare il nostro disagio, acuire la povertà a causa del lavoro interrotto, modificato a seconda delle necessità di tutti tranne di chi lavora (per l’appunto), o peggio ancora di chi lo ha perduto.
Ci siamo, in realtà, trovati faccia a faccia con le nostre paure, ansie e stress senza esserci mossi da casa. Abbiamo fatto esperienza dell’insensatezza di un sistema economico che ha tagliato su tutto quello che è necessario (sanità, scuola e ricerca) per i più disparati motivi. Tutti errati.

Di fronte allo strascico individualista del mors tua vita mea prodotto dal Coronavirus, e che va a destrutturare la retorica dell'”andrà tutto bene”, «La Rinascita delle Torri» vuole aprire e aprirsi uno spazio di informazione reale e non propagandistica, di dibattito e non di retorica, di giustizia sociale e non di individualismo, di analisi e non di “like”. E lo farà proprio a partire dal municipio delle torri, il VI di Roma, quello che conta livelli di disagio, disoccupazione, dispersione scolastica tra i più alti di Roma.

In poche parole, vuole far capire che solo attraverso una nostra rinascita personale, di ognuno di noi, è possibile superare la montagna che abbiamo di fronte: il tempo della storia fugge e noi, anziché agire in prima persona, ci lasciamo trasportare dalle onde del risentimento spicciolo e dalla retorica propagandistica. O, peggio ancora, rimaniamo immobili.
Di fronte a tutto questo, ci sembra opportuno ribadire che è giusto tornare ad essere comunità contro la barbarie selvaggia del tutti contro tutti.

L’immagine a corredo dell’articolo è l’illustrazione di Rachele Lo Piano © nonché copertina di “Diego e i diritti dei lavoratori”, Sinnos editrice.

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