La piaga della superficialità

La piaga della superficialità

Di sicuro una delle peggiore problematiche che dobbiamo affrontare quotidianamente è quella della superficialità. Sostantivo derivante dall’aggettivo latino “superficialis”, la superficialità, in relazione al comportamento umano, indica un ricercato ignorare qualsivoglia tipo di approfondimento, che sia questo di carattere etico, morale o semplicemente conoscitivo.

Già a partire dal “piccolo” riscontriamo i primi segni di questa mentalità che attanaglia il nostro tempo: il modo superficiale con cui giudichiamo i comportamenti dei nostri conviventi, dei nostri familiari o dei nostri amici è qualcosa che, volontariamente o meno, tutti abbiamo adottato, soprattutto nella più tenera età durante la quale, sebbene il senso di discriminazione nei confronti altrui sia quasi del tutto assente, notare il prossimo avere abitudini diverse dalle nostre ci porta in automatico e senza malizia a pensare che l’individuo in questione sia strano, senza porci assolutamente in condizione di ricercare le origini e le cause di certi atteggiamenti. Probabilmente sia la scuola che i genitori dovrebbero avere il ruolo di guida e di luce in questo, ma purtroppo non va sempre così, e la società odierna non fa altro che incentivarci a non andare a fondo e limitarci a ciò che leggiamo ovunque, senza controllare le fonti.

È chiaro che qui il ragionamento comincia a farsi più ampio, poiché sono innumerevoli i mezzi con cui la società cerca di limitare la nostra curiosità e il nostro raziocinio. È più importante pensare a costruirsi un corpo “bello” che una mentalità aperta; è più importante concentrarsi sul cogliere in castagna un conduttore televisivo che ha detto prima “signori” di “signore” piuttosto che pensare al concetto che egli vuole esprimere; e di certo è più importante focalizzare l’attenzione della massa su capri espiatori – spesso esterni o del tutto inesistenti, come ci insegna il “Kapitano” – piuttosto che su problemi reali e che potrebbero essere risolti se conosciuti e condivisi in maniera trasparente. Sicuramente in questo ha contribuito anche l’uso totalmente scorretto e nocivo dei social network che, come qualsiasi cosa, non sono dannosi di per sé, ma deleteri nell’utilizzo che se ne fa. Quante volte avete sentito persone parlare di articoli “reali” ed “ufficiali” letti su Facebook? Sono alquanto sicuro che la stragrande maggioranza di quelle persone non abbia approfondito altrove ciò che ha letto, e probabilmente non ha neanche controllato la fonte, o per semplice noncuranza – a dimostrazione di una superficialità ancora maggiore – o per atti di freebooting da parte degli autori degli articoli.

In questo momento di crisi dovuta al Sars-CoV-2, meglio conosciuto come Covid 19, non è migliorata la situazione: si giudicano con troppa semplicità le azioni di persone sconosciute e con troppo poca criticità le proprie, generando un pericoloso dualismo alla cui base non c’è null’altro che superficialità, ma le cui conseguenze possono portare ad avere sempre meno empatia nei confronti del prossimo, ampliando il divario sociale e concedendo ad un mondo ultra-capitalistico gli strumenti per costruire un vero e proprio impero. Come propagandava Giulio Cesare, “divide et impera”.

È quindi giusto essere superficiali? A quali scenari può portarci il sempre più crescente divampare di questa piaga? Beh, sono molti gli effetti collaterali, tra cui l’aumento dei cosiddetti “complottisti” e l’ormai assioma dell’autorità. No, non mi riferisco alle autorità intese come forze dell’ordine, ma alle autorità dei vari settori. Per spiegarmi meglio, spesso si pensa che una persona che abbia raggiunto un determinato livello di fama e successo in un determinato settore – filosofia, scienza, letteratura, ecc. – sia sempre del tutto attendibile, indipendentemente da ciò che afferma, e nessuno ha il diritto di contraddirlo: è chiaro che non c’è cosa più sbagliata del pensare di dover possedere dei titoli per aprire un dibattito su ciò che è stato detto da qualcuno che è riconosciuto dalla società come più “importante” o “saggio” – e su questo punto vi rimando al libro “Il genio non esiste (e a volte è un idiota)” di Barbascura X. Dobbiamo quindi evitare il famigerato “ipse dixit” e cercare piuttosto di contestualizzare ed essere obiettivi.

Detto questo, ognuno può trarre le proprie conclusioni da questo flusso di pensieri: d’altronde io stesso non ho fatto altro che un’analisi molto superficiale della questione, divenendo vittima di ciò che ho denunciato come nocivo e controproducente.

E come non citare, arrivati al termine di questo articolo, il celebre Diogene di Sinope, noto ai più come Diogene il Cane. Considerato uno dei fondatori della scuola cinica, è piuttosto conosciuto per un aneddoto di cui è protagonista: si narra infatti che si divertisse ad aggirarsi per l’agorà di Atene, in pieno giorno, con una lanterna in mano alla ricerca dell’uomo, risultando a prima vista ridicolo.

Sebbene sembri paradossale cercare l’uomo nella piazza più affollata del mondo greco del V secolo a.c., credo che sarebbe molto utile che ognuno di noi, al termine di questa quarantena, si cimentasse, come Diogene, nella ricerca dell’uomo, ovvero delle profondità dell’animo umano, e riscoprisse il piacere dell’approfondimento, che dal singolo arriva al popolo e gli ridà voce: per citare Juan Martin Guevara, “El pueblo es un león dormido, aunque si se despierta es un león”: “il popolo è un leone addormentato, però se si sveglia è un leone”.

Anche perché è facile riempire le buche di una strada, ma sarebbe meglio scavare più a fondo e ricostruirla da zero.

Federico Pannisco

 

Approfondimenti e fonti:

Definizione di freeboting: https://www.urbandictionary.com/define.php?term=Freebooting

Il genio non esiste (e a volte è un idiota): https://www.amazon.it/dp/B0851QPL7J/ref=dp-kindle-redirect?_encoding=UTF8&btkr=1

Diogene di Sinope: http://www.treccani.it/enciclopedia/diogene-di-sinope

Scuola cinica: http://www.libreriafilosofica.com/trombino-sfo-fg-cinica/

Roberto Mercadini parla dell’incontro con Juan Martin Guevara: https://www.youtube.com/watch?v=4eLD8LyPnDk&t=10m30s

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