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L’est: invito al cinema sudcoreano | Periferie cinematografiche

Ci sono molti motivi per lasciarsi affascinare dal cinema della Corea del Sud, per chi ancora non se ne fosse innamorato proponiamo una breve guida per esploratori intrepidi.

1) Iniziamo dal Maestro per eccellenza Kim Ki-Duk, purtroppo morto nel 2020.
Sicuramente il suo film più affascinante è “Primavera, estate, autunno, inverno e ancora primavera” (2003) con riferimenti alla spiritualità buddhista. Regista molto amato e premiato in Occidente, Kim ci ha regalato altri splendidi lungometraggi come Ferro 3. La casa vuota, Pietà, La samaritana, solo per citare alcuni dei più famosi.
Tornando a “Primavera, estate, autunno, inverno…e ancora Primavera”: i dialoghi essenziali, i lunghi silenzi, le conclusioni spiazzanti sono le caratteristiche principali del film.
La reincarnazione e l’impermanenza di ogni cosa determinano le azioni dei due protagonisti. La storia si svolge in un unico luogo: un meraviglioso tempio galleggiante sulle acque di un lago magico, un microcosmo di esistenze intrecciate immerso in una foresta che cambia aspetto seguendo il ritmo delle stagioni e della vita.
In sintesi la capacità di Kim Ki-Duk era quella di riuscire a conciliare l’inconciliabile con grazia ed eleganza formale.

2) Il secondo posto spetta sicuramente al cinema di Bong Joon-Ho, ispirato dall’analisi delle ipocrisie, delle ingiustizie e della crudeltà della società capitalistica coreana, vi consigliamo Memories of Murder, Madre, Snowpiercer e ovviamente Parasite (2019) in cui assistiamo alla rivelazione delle disparità sociali metaforizzate nella rappresentazione di una Seul urbanisticamente divisa tra sobborghi sottoproletari e quartieri residenziali dei ricchi in alto sulle colline, all’arrivo dei monsoni le piogge scendono allagando velocemente le case dei diseredati . Il tentativo dei poverissimi protagonisti di inserirsi come parassiti, con vari sotterfugi molto divertenti, all’interno della classe sociale più alta si infrangerà davanti al muro olfattivo dei padroni benestanti, geneticamente ereditato da secoli di dominazione, capaci di riconoscere i poveri dall’odore.

 

3 ) Park Chan-Wook

Imperdibile la sua trilogia della Vendetta che ovviamente comprende il mitico Old Boy (2003) insieme a Mr. Vendetta e Lady Vendetta recentemente addomesticato da un remake a firma di Spike Lee del 2013, molto sbiadito rispetto all’originale. Si tratta di un thriller in cui, violenza, humour nero e tematiche difficili come l’incesto inconsapevole si fondono insieme con esiti imprevedibili e gustosi. Nel 2004 vince il Gran Premio della giuria a Cannes osannato da Tarantino. Il dramma è inserito all’interno di una serie di scatole cinesi o meglio coreane, all’uscita di ogni spazio chiuso ci si trova di fronte ad una rivelazione in un susseguirsi continuo di rovesciamenti, agnizioni, un inno alla claustrofobia, un labirinto perverso che si chiude in un loop infinito. Il protagonista subisce un destino difficile che lo rende una via di mezzo tra Sisifo e Edipo.

 

 

 

4) Lee Chang-Dong.
Ha diretto sei lungometraggi: Green Fish(1997), Peppermint Candy(2000), Oasis(2002), Secret Sunshine,(2007), Poetry (2010)e lo stupendo Burning (2018).Il riduttivo titolo italiano L’amore brucia non rende certamente la complessità del film. Burning è ispirato al racconto Granai incendiati di Haruki Murakami. All’interno di un triangolo amoroso, solamente immaginato dal terzo incomodo, emergono il divario sociale tra i protagonisti, la rabbia nascosta e le incomprensioni reciproche che sfoceranno nel drammatico finale. I tre personaggi rimangono sempre estranei e impenetrabili immersi in situazioni a volte surreali anche se apparentemente verosimili, il film vira all’improvviso verso una direzione inaspettata in cui i diversi destini confliggono tra loro prendendo fuoco.

Per quanto riguarda le risorse in rete consigliamo l’ Istituto culturale coreano di Roma che a volte permette lo streaming gratuito di film attraverso l’iscrizione ad una newsletter e il link viene inviato per mail il giorno riservato alla visione. Sperimentato personalmente, il sito funziona e non si corre il rischio di ricevere fastidiose mail pubblicitarie o altro in seguito all’iscrizione. https://italia.korean-culture.org/it

 

Metropolis

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