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Il nostro futuro più bello

Giallo. Viola. Marrone. Rosa.  Rosso. Blu. Verde

Ad ognuno un colore
Un colore diverso. Per distinguere. Separare.
Perché ci vuole ordine. Molto ordine per fare certe cose.
Si deve fare tutto per gradi.
Un passo alla volta.
All’inizio prendi tutta la gente e la controlli.
Dividi i buoni dai cattivi.
Prendi i cattivi e li carichi su dei treni.
Li porti dentro dei grandi campi e lì ricominci.
Prendi tutta la gente del campo e
dividi chi far vivere ancora da chi eliminare subito.
Tutti quelli che hai deciso di far vivere ancora, li dividi fra ebrei, omosessuali, rom, eccetera.
Ad ognuno assegni un colore.
Adesso tutto è più preciso, ordinato, sistemato.
Ognuno incasellato, diviso, discriminato. Fuori e dentro.


Allora si faceva così. Si discriminavano le persone per colore, orientamento sessuale, censo, classe sociale.
Per ogni fase si davano motivazioni economiche, sociologiche, addirittura scientifiche!
Si appuntavano medaglie e titoli sui petti di questi zelanti difensori della razza pura. Qualcuno li chiamò eroi.

Eroi.
Ognuno sceglie i propri eroi.
Io scelgo Liliana Segre.
Io scelgo il coraggio della vita.
Io scelgo l’esempio di una donna da leggere e ascoltare.
Io scelgo di ricordare.
Perché la memoria è la terra dove far crescere un futuro migliore.
27 gennaio: Il nostro futuro più bello non dimentica.

link all’ultimo discorso di Liliana Segre ai ragazzi https://www.rainews.it/dl/rainews/media/ultima-lezione-di-Liliana-Segre-Non-ho-perdonato-non-ho-questa-forza-c127eb67-4c16-4c24-9b91-ff3e086ffbce.html

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