C’è un museo in periferia: “il museo delle periferie”

C’è un museo in periferia: “il museo delle periferie”

Io certi giochi proprio li detestavo. Come si fa a chiamare “gioco” quello di stare tutti zitti e aspettare di essere chiamati con il dito, alzarsi, andare al centro e chiamare a tua volta qualcuno? Il gioco del silenzio! Ma dai! Non è un gioco.
Di questo ne ero assolutamente convinta a 5 anni. E nemmeno la variante dell’anello mi piaceva. Quella dove si stava tutti in cerchio – sempre in silenzio!- con le mani giunte davanti. Una compagna passava e metteva le mani fra le tue. Finito il giro si doveva indovinare fra le mani di chi avesse lasciato cadere l’anello. Chi indovinava andava al centro e si ricominciava.
In tutti questi giochi, l’unica cosa divertente era stare al centro. Chi stava ai bordi, doveva solo stare in silenzio.
Centro, bordi, periferia. In città la distinzione è netta. Proprio come nel gioco del silenzio.
Centro. Fare centro. Stare al centro. Essere il centro
Provo a sostituire con periferia. Fare periferia. Stare in periferia. Essere la periferia.
Leggo. E non so scegliere. A volte mi sento centro a volte periferia.
Lo stesso luogo che abito, lo stesso quartiere che vivo, a volte mi sembra centro a volte periferia.
Roma stessa a volte mi sembra centro e a volte periferia del mondo.
Centro e periferia. Questa distinzione, esiste. È reale. Chi abita al centro ci tiene a sottolinearlo. Chi abita in periferia a volte lo rivendica con orgoglio.
La città è fatta di strade e fermate metropolitane. Di scuole e case. Di negozi, uffici e panchine. La città è fatta di muri grigi e muri da colorare, di spazi aperti e spazi abbandonati. La città è fatta di persone. La città siamo noi che l’abitiamo.
Il museo delle periferie, diretto da Giorgio De Finis, si presenta così. Con un ciclo di incontri a teatro. Al teatro Tor Bella Monaca. Ma siccome adesso a teatro non si può andare, gli incontri sono online. La domenica mattina alle 11 in diretta e poi fruibili quando si vuole. Un progetto grande, vario, coinvolgente.
Quando la periferia sta al centro. Quando partecipare fa la differenza. Quando finalmente si smette di pensare per stereotipi.
Partecipare, conoscere, confrontare.
Perché il gioco del silenzio non mi è mai piaciuto.
Il programma degli incontri è molto variegato, con tanti temi diversi.
Se vuoi conoscerli vai sul sito o sulla pagina Facebook “Museo delle periferie”.

Serena Damiani

Qui i riferimenti
Sito web: https://www.museodelleperiferie.it/
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/MuseodellePeriferie

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