Scuola, la denuncia del Cccp: «Plexiglass, doppi turni, lezioni miste: anche no»

Scuola, la denuncia del Cccp: «Plexiglass, doppi turni, lezioni miste: anche no»

Il Governo sulla Scuola pare aver preso la strada del doppio turno e del plexiglass e delle lezioni con metà classe in presenza e metà in videoconferenza. Una scelta finale, necessaria solo se non si riuscisse davvero a mettere in sicurezza i bambini.
Con la ripartenza di Settembre inserire i doppi turni avrebbero un effetto devastante sulle famiglie italiane, visto che i genitori tornando al lavoro si troverebbero con un’enorme problema organizzativo. In più l’idea del plexiglass è soluzione che mette a norma ma risolve il problema? Le scuole saranno sanificate? Saranno ristrutturate per le esigenze di diminuzione dei rischi da contagio?
Le lezioni con metà classe in presenza e metà in videoconferenza segnerebbero il caos completo, ingenerando confusione tra i bambini, gli insegnanti e le famiglie.
Per evitare tutto questo, come comunisti del VI Municipio chiediamo che il Governo, il Comune, la Regione e il Municipio VI si facciano carico immediatamente di reperire strutture pubbliche quali caserme, biblioteche, spazi culturali, impianti sportivi con strutture al chiuso per evitare ad ogni costo il rischio dei doppi turni e delle lezioni miste. Chiediamo inoltre la ristrutturazione delle aule disponibili nel nostro territorio che sono inutilizzate, e prima dell’inizio dell’anno scolastico la sanificazione di tutte le scuole e di tutti questi spazi che possono essere messi a disposizione delle scuole stesse.
Chiediamo inoltre che vengano stabiliti dei chiari protocolli di sicurezza per l’entrata e l’uscita dei bambini, ed anche la sanificazione dei banchi durante la ricreazione o in momenti della giornata dove sia possibile effettuarli.
Chiediamo la stabilizzazione dei lavoratori precari e l’assunzione del personale scolastico, con il loro aiuto la scuola potrebbe riaprire davvero in sicurezza, e la fine della pratica di istituire le classi con oltre 20 bambini. Questa sarebbe davvero un’inversione di tendenza rispetto al passato. La scuola pubblica non è più una priorità ormai da troppi anni, abbandonata e depauperata, relegata a ruolo di comprimaria.
In questo paese sono ripartite le fabbriche, come chiedeva con insistenza Confindustria, ma nel frattempo la politica tentenna sulla scuola.
È ora di scelte chiare ed organizzate!