Celio Caldo: il parco per Tina

Celio Caldo: il parco per Tina

Nella giornata di ieri (19/6/21) la sezione dell’Anpi “Nascimben” ha chiamato gli antifascisti ad un’iniziativa presso il parco di Via Celio Caldo (Torre Angela) al fine di intitolarlo alla staffetta partigiana Tina Costa, nonché per chiedere un riconoscimento cittadino per quel che ha rappresentato per le periferie.
«Essere qui significa essere presenti in una rivendicazione per cui ci battiamo fin dalla scomparsa di Tina – ha commentato Roberto Catracchia, presidente municipale dell’Anpi – ma significa anche ricordare la sua persona in quanto portatrice sana di valori imprescindibili per ognuno di noi». Da ora in avanti, ha proseguito Catracchia: «È bene lanciare il segnale per cui ogni 15 giorni ci organizziamo con presidi e flash mob anche e soprattutto per chiedere la riapertura del parco».
L’iniziativa è iniziata con un minuto di silenzio a causa degli eventi di ieri: Adil Belakhdim, sindacalista e coordinatore del Si Cobas di Novara, è stato ucciso da un camionista che ha forzato il blocco dei lavoratori durante un’azione di lotta.
A parte tutto: un’iniziativa doverosa, giusta, a cui ci siamo sentiti di partecipare e in cui siamo anche intervenuti come giornale territoriale. Ma la partecipazione reale è stata minata da un numero elevato di assenze ingiustificate. È bene essere chiari e dirci le cose come stanno: l’iniziativa ha subìto un’erosione esogena che ha drenato forze e intelligenze – pur carsicamente – dirottandole verso l’indolenza.

A tal proposito, è giusto ribadire un paio di questioni. A proposito del “silenzio”, che è un po’ la cifra con cui ci sentiamo di commentare quello che sta accadendo attorno a noi, a Rinascita, all’Anpi, all’antifascismo. Prendiamo spunto dal minuto di silenzio che è stato chiamato per dire che Adil vive ed è presente in ognuna delle lotte che intraprenderemo da adesso in avanti. Il silenzio è solidarietà di classe ma è anche profonda indifferenza – in altri.
E come diceva Antonio Gramsci: «l’indifferenza è il peso morto della storia», così come del presente.
Sarà bene ricordarsene quando sarà ora.

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