Libera(mente)

Libera(mente)

L’associazione di Don Ciotti è quel che si dice libera di nome e di fatto, una realtà che si batte in tante parti del Paese contro la mafia e per formare tanti giovani ad una cultura democratica e anti-mafiosa .

Questo Libera lo fa instancabilmente, organizzando puntuali e importanti manifestazioni in ogni parte dell’Italia e promuovendo ogni estate i “Campi della Legalità” insieme a realtà sindacali e tante altre associazioni di volontariato. I Campi della legalità, che sono anche organizzati dall’Arci in collaborazione con i pensionati della Cgil, sono l’occasione per impegnare ragazzi provenienti da diverse regioni a sviluppare attività in luoghi confiscati alla mafia. Si alternano momenti di lavoro pratico a momenti formativi di tipo artistico e storico-culturale sul fenomeno dell’illegalità mafiosa.

A Roma i “Campi della Legalità” si sono tenuti a Ostia, alla Romanina e nel nostro Municipio si svolgono oramai da almeno 5 anni. Si è partiti dalla Collina della Pace dove c’è, per l’appunto,un bene confiscato alla criminalità, nello specifico un manufatto appartenuto a Nicoletti, il cosiddetto cassiere della banda della Magliana, al posto del quale oggi è stato istituito il parco della Collina della Pace intitolato a Peppino Impastato, nonché la biblioteca comunale. Da quel dì in cui si sono istituiti i campi alla Collina di Finocchio si sono estesi e diffusi nel territorio: presso il bocciodromo a Tor Bella Monaca così come a via Castano.

In queste occasioni si sono realizzate pitture murali, spesso con il contributo di personaggi in vista come Zerocalcare. In queste occasioni, dunque, quei ragazzi hanno partecipato a dibattiti sui tema della mafia in Italia e a Roma, hanno assistito e interagito a presentazione di libri o film riguardanti lo stesso tema o a mostre pittografiche e recitazioni che hanno coinvolto tanti bambine delle scuole del territorio, ancora una volta sul tema della criminalità organizzata e della legalità. Un lavoro molto importante svolto in collaborazione con associazioni del territorio e realtà sindacali.

Libera è, però, davvero libera?

Non abbiamo dubbi sul fatto che lo sia effettivamente. Vogliamo solo, con quell’interrogativo, consigliare a Libera di Roma di evitare abbracci troppo stringenti. Questo perché abbiamo avuto l’impressione che, nell’edizione svolta nei giorni scorsi nei giardini di via Giovanni Castano, forse anche a causa delle difficoltà organizzative indotte dal Covid 19, Libera non sia apparsa come il soggetto che ha promosso l’iniziativa ma solo come una delle tante associazioni che hanno organizzato una bella rassegna cinematografica, cosa sempre utile ed encomiabile se svolta in un territorio come quello adiacente via dell’Archeologia, ma che è una cosa oggettivamente diversa da quello che sono stati i campi della legalità citati precedentemente. E questo pare si sia evinto dal materiale informativo della Regione Lazio prodotto a riguardo.
Non che non ci siano stati anche momenti in cui il tema della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata siano stati evidenziati: è avvenuto la sera in cui è stato ricordato Paolo Borsellino, nella sera in cui si è ricordato Franca Viola e il suo eroico “no” al matrimonio riparatore che gli offriva il capetto mafioso del posto e la società dell’epoca. Ma tutto il resto, seppur molto interessante, ha parlato di altro e non sono mancati tentativi mediatici di appropriazione da parte di esponenti politici locali e regionali. E da questi ci piacerebbe che Libera riesca a “liberarsi” nell’organizzare i “Campi” dei prossimi anni.

Foto © Arci

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